La pressione sull’industria del software: come l’IA sta cambiando i modelli di business
Dall’inizio del 2026 molte aziende software tradizionali stanno registrando pressioni sui mercati azionari. Particolarmente colpite sono le società che offrono soluzioni Software‑as‑a‑Service (SaaS), ossia software forniti alle imprese tramite abbonamenti basati sul numero di utenti.
A prima vista questa dinamica può sorprendere, dato che i risultati operativi di molti fornitori restano complessivamente solidi. Tuttavia, il fattore decisivo non riguarda tanto gli utili attuali, quanto la rivalutazione da parte dei mercati dei modelli di business futuri.
Le nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale stanno infatti diventando sempre più capaci di automatizzare attività che finora richiedevano software dedicati. Ciò potrebbe portare, nei prossimi anni, a un maggiore sviluppo di soluzioni interne da parte delle imprese, riducendo la dipendenza da fornitori esterni. I progressi dei cosiddetti agenti di IA, in grado di eseguire autonomamente determinati processi, stanno accelerando questa evoluzione.
Per molte società software questo rappresenta un rischio strutturale. Una parte significativa dei ricavi si basa su modelli di licenza legati al numero di utenti. Se grazie all’automazione sarà necessario un numero inferiore di utenti umani, la domanda di queste licenze potrebbe diminuire nel lungo periodo.
Nei mercati finanziari questa incertezza sta portando a una revisione al ribasso delle prospettive di crescita di lungo termine. Negli ultimi mesi i multipli di valutazione di diverse società software quotate si sono ridotti in modo significativo, in particolare negli Stati Uniti.
L’attenzione degli investitori non si concentra tanto sull’andamento degli utili nel breve periodo, quanto sulla sostenibilità delle attuali posizioni competitive in un contesto sempre più guidato dall’intelligenza artificiale.
Questo non implica necessariamente un indebolimento dell’intero settore tecnologico. Potrebbero infatti verificarsi spostamenti interni al comparto, a vantaggio delle aziende che beneficiano della crescente domanda di capacità di calcolo e di infrastrutture dati.
Per gli osservatori di mercato si delinea quindi una fase in cui non tutte le società software potranno beneficiare allo stesso modo del processo di digitalizzazione.