Cosa considerare quando si investe
Il tema del denaro è quasi antico quanto l’umanità stessa. Se nella preistoria beni come cibo o animali venivano utilizzati per scambiare o acquistare oggetti, oggi il denaro esiste per lo più in forma elettronica. Antico quanto il denaro è anche il desiderio dell’uomo di conservarlo o accrescerlo.
Che si tratti della sicurezza finanziaria della famiglia, della realizzazione di progetti personali o del mantenimento del tenore di vita in età avanzata, chi vuole affrontare il futuro con serenità deve prendere l’iniziativa e costruirsi una base finanziaria aggiuntiva. Tuttavia, oggi il mondo degli investimenti è più complesso e meno trasparente che mai.
Come orientarsi negli investimenti
La cosiddetta teoria della finanza comportamentale (Behavioral Finance) studia i mercati finanziari ponendo al centro il comportamento umano. I risultati mostrano che gli investitori spesso non agiscono in modo razionale. Gli errori più frequenti tendono a ripetersi e contribuiscono, in una certa misura, alle oscillazioni dei mercati. L’andamento dei prezzi sul mercato azionario dipende anche dalla condizione psicologica dei singoli partecipanti. Accanto ai fattori macroeconomici oggettivi o alle valutazioni razionali su una determinata azienda, nelle decisioni di acquisto e vendita entrano spesso in gioco opinioni irrazionali o comportamenti collettivi. Per questo motivo il prezzo di un’azione riflette anche speranze e aspettative degli investitori. La Borsa è quindi un mercato colmo di aspettative, in cui dati e fatti non sono sempre separabili dalle dinamiche emotive.
Basti ricordare la fase del “Nuovo Mercato” tra il 1997 e il 2000 e osservare la Figura 1. Questo sviluppo estremo — una ventuplicazione del valore di mercato in pochi anni fino a raggiungere quotazioni del tutto irrealistiche — rappresenta una delle prove più evidenti del comportamento non razionale.
Figura 1: Psicologia dei mercati
Tra le principali forze che guidano i movimenti dei prezzi figurano soprattutto paura e avidità.
La paura porta gli investitori a vendere, mentre l’avidità li spinge a comprare. Proprio quando si parla di denaro, molti si lasciano guidare dall’emotività, cioè in un ambito in cui dovrebbe prevalere il pensiero razionale.
Tra gli errori più frequenti troviamo:
- Eccesso di fiducia
- Errata asset allocation
- Operatività eccessiva
- Comportamento di gregge
- Paura di ammettere gli errori
1. Eccesso di fiducia
Soprattutto gli investitori che hanno già realizzato guadagni elevati in Borsa tendono a sentirsi confermati e a sopravvalutare le proprie capacità. Ritengono di saper prevedere l’andamento dei mercati o dei settori e investono confidando eccessivamente nel proprio giudizio. Tuttavia, un’eccessiva sicurezza — soprattutto dopo una serie positiva — può portare a perdite rilevanti. Basta infatti un singolo investimento sbagliato di grande entità per annullare completamente numerosi piccoli guadagni.
Gli investitori non dovrebbero dunque concentrare tutto il patrimonio in un’unica posizione. Piani di risparmio o la suddivisione di importi più elevati in tranche investite nel tempo possono attenuare il rischio legato all’eccesso di fiducia.
2. Errata asset allocation
Un altro errore comune è che molti investitori costruiscono il proprio portafoglio basandosi esclusivamente sulla performance. Un approccio orientato solo al rendimento porta inevitabilmente a un rischio elevato, poiché il rendimento è sempre il riflesso del rischio sottostante.
Gli investitori dovrebbero quindi chiarire i propri obiettivi. In generale si distinguono:
- Sicurezza: minimizzare o evitare possibili perdite del capitale investito
- Rendimento: ottenere il miglior ritorno possibile
- Liquidità: poter vendere rapidamente l’investimento in caso di necessità
Questi obiettivi non possono essere realizzati simultaneamente al massimo grado. È quindi necessario stabilire una priorità tra di essi. Inoltre, è essenziale che il rischio del portafoglio corrisponda alla reale propensione al rischio dell’investitore. Occorre considerare anche il rapporto tra le diverse componenti del portafoglio. Per una struttura equilibrata, l’asset allocation tra classi di investimento — azioni, obbligazioni, fondi, ETF e certificati — e la diversificazione tra settori, regioni, valute, materie prime e metalli preziosi sono determinanti.
3. Operatività eccessiva
Nei periodi turbolenti gli investitori tendono a commettere errori. Chi, per ogni minima notizia, ristruttura il portafoglio, paga generalmente così tante commissioni e costi di transazione da erodere rapidamente i possibili guadagni. Una vecchia regola di Borsa resta sempre valida: un’eccessiva operatività finisce spesso per compromettere i rendimenti.
Gli investitori dovrebbero quindi informarsi con attenzione sulle opportunità di mercato e non passare in modo impulsivo da un investimento all’altro.
4. Comportamento di gregge
Tra gli errori più frequenti vi è il comportamento prociclico: comprare quando tutti comprano e vendere quando tutti vendono. Il motivo è la fiducia: molti investono solo dopo una lunga fase di rialzi. Dalla mania dei tulipani del XVII secolo alla crisi immobiliare statunitense, molte bolle speculative sono state alimentate dal comportamento di gregge.
Per contrastarlo, è utile tentare di investire in modo anticiclico. Ciò richiede disciplina: quando prevalgono ottimismo ed euforia, bisogna imparare a prendere profitto per tempo. Individuare con precisione i massimi e i minimi di mercato è in genere una questione di fortuna, anche per i professionisti.
5. Paura di ammettere gli errori
Quando un investimento va in perdita, molti investitori esitano a chiudere la posizione. Non vogliono ammettere l’errore e, finché la perdita non è realizzata, non devono confrontarsi con la decisione sbagliata. Inoltre, molti si focalizzano eccessivamente sul prezzo di acquisto, vendendo spesso solo quando il titolo torna a quel livello. Tuttavia, è importante chiudere tempestivamente un investimento in perdita. Il guadagno necessario per recuperare una perdita aumenta infatti in modo sproporzionato: una perdita del 50% richiede un guadagno del 100% per tornare al pareggio.
Per proteggersi da questo comportamento, è possibile utilizzare strumenti come gli stop-loss, che consentono di automatizzare la vendita quando il prezzo scende sotto una soglia predefinita.
Passo dopo passo verso il successo
Il primo passo per avere successo in Borsa consiste nel conoscere i cinque errori descritti e nel riconoscere eventuali punti deboli del proprio comportamento. Solo chi comprende sé stesso e il proprio modo di agire può affrontare consapevolmente i rischi del mercato. Accanto agli aspetti psicologici, è importante non trascurare quelli tecnici: è fondamentale conoscere bene i prodotti finanziari in cui si investe.